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28 febbraio 2014

Sony: Apple perde clienti aggiornando l’iPhone solo una volta all’anno

Sony, Apple perde clienti aggiornando l'iPhone solo una volta all’anno
Durante l’edizione 2014 del Mobile World Congress in corso proprio in queste ore in quel di Barcellona Sony ne ha approfittato non solo per presentare le proprie novità sul fronte tech e mobile in serbo per gli utenti ma anche per dire la sua riguardo Apple e l’iPhone.

Durante l’evento spagnolo, Pierre Perron, il capo della divisione mobile di Sony, ha infatti dichiarato che a suo parere Apple sbaglia a proseguire con la strategia che vede l’aggiornamento della gamma iPhone soltanto una volta all’anno poiché in questo modo perde clienti.
Subito dopo aver presentato il nuovo smartphone Xperia Z2 Pierron ha spiegato che Sony a voluto assicurarsi di offrire ai consumatori la migliore tecnologia sulla migliore piattaforma così che questi non siano delusi in alcun modo.
Lo smartphone Xperia Z2 è stato infatti presentato a soli cinque mesi dal predecessore Xperia Z1 portando con sé alcune funzionalità non disponibili sul precedente modello tra cui, ad esempio, la capacità di registrare video a 4K.
I consumatori, sostiene Pierron, vogliono essere in grado di sfruttare tutte le ultime tecnologie disponibili ed è proprio per questo motivo che Apple ne va a perdere aggiornando il suo smartphone una volta ogni 365 giorni circa.
Facendo in tal modo, quindi, i clienti Apple potrebbero essere potenzialmente disponibili ad effettuare altri acquisti comprensivi degli aggiornamenti desiderati.

Questo mercato sta andando molto velocemente, perché i consumatori di telefonia mobile sono più esigenti quando si tratta dell’esperienza di intrattenimento. Vogliono accedere alla musica, alle esperienze di gioco in modo più veloce e più facile, e in modo più integrato.
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26 febbraio 2014

Con Cyberbrain la medicina del futuro. Ecco come indurre il movimento a distanza

Monitorare l'attività cerebrale e muovere un essere vivente a distanza tramite trasmissione wireless. E' questa l'evoluzione del progetto Cyberbrain che consentirà straordinarie applicazioni nel campo della medicina. Un risultato storico per la scienza italiana.


Monitorare continuativamente e intervenire sull’attività cerebrale, senza fili, ma solo attraverso impulsi radio, in qualsiasi momento sia necessario. Indurre il movimento, volendo a migliaia di chilometri di distanza, di altri soggetti viventi, anche a struttura complessa. Non si tratta di teoria o sperimentazione, ma di realtà. Una innovazione tecnologica e una procedura di portata storica, messa a punto, dopo un periodo di circa 3 anni di intensa sperimentazione, nei centri di ricerca avanzatissimi del Gruppo Ab medica, una realtà aziendale Italiana attiva da oltre trent’anni nella chirurgia robotica e, più recentemente, nella genomica , nell’ingegneria tissutale e nella trasmissione wireless.

Questo straordinario avanzamento nelle scienze della salute, con immense possibilità di applicazione al momento solo immaginabili, è stato presentato quest’oggi, a Milano, dal dott. Pantaleo Romanelli, direttore scientifico Ab medica, da Stefano Uggeri, direttore generale Aethra Telecommunications, da Antonino Paris, responsabile R&S Aethra Telecommunications.

Il progetto Cyberbrain nasce in seguito alla fattiva cooperazione tra Ab medica ed il neurochirurgo italiano Pantaleo Romanelli, che ha sviluppato la sua esperienza nel trattamento dell’epilessia alla New York University e la Stanford University.

Cyberbrain si basa, prima di tutto, su un rivoluzionario quanto piccolo apparecchio, che integra una griglia di 64 elettrodi, in poliammide biocompatibile, che viene poggiato sopra la corteccia cerebrale, nella zona che sovrintende alla motilità. Senza dovere quindi ricorrere, come avviene adesso, a cavi di connessione o a complesse e ingombranti apparecchiature esterne, si trasmette o si riceve in wireless, attraverso protocollo internet, un’onda radio, in duplice via, bipolare: per mappare, in entrata, l’andamento cerebrale; o per stimolare, in uscita, la corteccia; anche “on demand”. Il software che gestisce l’apparecchio può ricevere upgrades dall’esterno, con la possibilità di aggiungere nuove funzionalità senza bisogno di una revisione chirurgica. Accanto all’innovativo apparecchio, tecnici e ricercatori ab medica hanno fatto leva, tra i primi, su una seconda novità: hanno utilizzato la “Medical Implant Communication Service Band”, uno spettro di trasmissione radio dedicato, specificamente messo a disposizione delle scienze mediche, recentemente, dagli organismi regolatori internazionali.

L’architettura Cyberbrain messa a punto da Ab medica ha un terzo, rilevante passaggio innovativo: l’apparecchio installato nella scatola cranica si ricarica in automatico, utilizzando un ambiente di ricarica, anche qui in smart wireless, che si può attivare durante il fisiologico periodo in cui si riposa. Il sistema Cyberbrain integra, quindi, non solo competenze mediche, ma anche proprie delle telecomunicazioni, dell’informatica, della produzione e della trasmissione di energia. Quali i vantaggi del Cyberbrain? Un primo e immediato risultato consiste nel disporre di uno strumento avanzatissimo per il monitoraggio a distanza e per la terapia chirurgica dell’epilessia.

Ed un secondo obiettivo è subito dopo conseguibile: superare le menomazioni e le situazioni di paralisi agli arti; o guidandoli direttamente o agevolando il funzionamento di protesi robotiche. Il limite delle potenziali applicazioni è, tuttavia, difficilmente immaginabile. Con particolare orgoglio, Cyberbrain è il frutto di scienza, competenze, intuizioni, impegno “made in Italy”. Il progetto e i risultati sino ad ora conseguiti sono già stati presentati all’attenzione della comunità scientifica internazionale. “Eppur si muove!”. Come Galileo, cinque secoli fa. Oggi, in Italia, si è superata la frontiera dell’induzione del movimento a distanza.
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Video: Cosa può fare il Cyberbrain