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29 settembre 2013

La geometria dell'universo: piatta o a forma di sella?

La geometria locale dell'universo sarebbe piatta, cioè con curvatura nulla, oppure aperta, con curvatura leggermente negativa. Lo afferma un nuovo lavoro teorico, basato sulle ultime misurazioni del satellite Planck, che studia le anomalie di temperatura della radiazione cosmica di fondo. Queste anomalie sarebbero da collegare alle fluttuazioni quantistiche della radiazione che permeava l'universo pochi istanti dopo il big bang e anche alla densità della materia dell'universo, il cui valore è intrinsecamente correlato alla curvatura dello spazio e alla sua geometria, secondo le leggi stabilite dalla teoria della relatività generale.

Piatta, oppure leggermente aperta, con una forma che ricorda quella una sella: potrebbe essere così la geometria del nostro universo, secondo un nuovo studio apparso sulla rivista “Physical Review Letters” a firma di Andrew R. Liddle dell'Istituto di Astronomia dell'Università di Edinburgo a Blackford Hill, nel Regno Unito, e Marina Cortês, del Centro di astronomia e astrofisica dell'Università di Lisbona, in Portogallo. I due ricercatori sono arrivati a questa conclusione analizzando dati della missione spaziale Planck dell'ESA, l'agenzia spaziale europea, che hanno confermato quelli registrati precedentemente dalla Wilkinson Microwave Anisotropy Probe (WMAP) della NASA.

Le due missioni avevano lo scopo di studiare la radiazione cosmica di fondo, o CMB (cosmic microwave background), l'“eco” elettromagnetica nello spettro delle microonde dell'esplosione del big bang. Quando fu scoperta nel 1964, questa radiazione appariva isotropa, cioè identica in qualunque direzione dello spazio, un risultato rimasto valido per decenni, finché i progressi della tecnologia hanno permesso di rilevare anche minime variazioni nella sua temperatura, in media pari a 2,7 kelvin.
La geometria dell'universo? Piatta o a forma di sella
Un'immagine del satellite Planck dell'ESA sullo sfondo della mappa delle anomalie della temperatura della radiazione cosmica di fondo (Cortesia ESA)
È stata la sonda COBE della NASA, nei primi anni novanta, a mostrare che il fondo di microonde non è omogeneo, ma aveva una struttura granulare in virtù di anomalie della temperatura, come si può constatare dalle mappe in falsi colori realizzate proprio a partire dalla misurazione di queste anomalie.

Da queste mappe risulta evidente che le anomalie non si presentano solo su piccola scala, cioè tra punti vicini della volta celeste, ma anche tra l'emisfero nord e quello sud: la temperatura media è infatti la stessa nei due emisferi, ma l'entità delle fluttuazioni in un emisfero sono del dieci per cento maggiori che nell'altro. In altre parole, in un emisfero i punti freddi sono più freddi e quelli caldi sono più caldi.

Nel 2008, un gruppo di ricerca del California Institute of Technology ha elaborato un modello fisico in grado di spiegare questa asimmetria in termini di una variazione di densità dell'universo su larghissima scala. In questo modello, le variazioni hanno a che fare con la cosiddetta inflazione, cioè il fenomeno di espansione incredibilmente accelerata che avvenne pochissimi istanti dopo il big bang e che portò, in un arco di tempo brevissimo, le dimensioni dell'universo da infinitesimali, miliardi di volte più piccole di un protone, a quelle di un pallone da calcio, liberando una radiazione che ha permeato tutto l'universo. Le fluttuazioni quantistiche in questa radiazione sono all'origine delle disomogeneità delle masse nell'universo.

La geometria dell'universo? Piatta o a forma di sella
Rappresentazione grafica della geometria locale dello spazio in funzione del parametro di densità omega, definito come il rapporto tra le densità media di materia e il valore di densità critica: quando omega è maggiore di 1, lo spazio è chiuso e la sua geometria è sferica; quando è minore di 1 è aperto e la sua geometria ha la forma di una sella; quando è esattamente pari a 1 è piatto, o euclideo (Wikimedia Commons)
Una teoria dell'inflazione recentemente modificata prevede che le fluttuazioni quantistiche abbiano riguardato non solo la densità di materia ma anche la curvatura. In quest'ultimo lavoro, Liddle e Cortês sostengono che queste iniziali fluttuazioni della curvatura possano essere intrinsecamente collegata alla geometria del nostro universo, che secondo la teoria della relatività generale potrebbe avere tre tipi di geometria locale – aperta, chiusa o piatta – in funzione dal valore di densità dell'universo rispetto alla “densità critica”, corrispondente al valore di densità media necessario per arrestare l'espansione dell'universo. Questa densità è a sua volta legata al valore di curvatura locale dello spazio (nella relatività generale, ogni massa determina una curvatura dello spazio circostante, un po' come un oggetto pesante tende un lenzuolo su cui è posato).

Quando la densità è esattamente pari alla densità critica, la curvatura locale dello spazio è nulla, e la geometria locale è piatta o euclidea. Quando la densità è inferiore a quella critica, la curvatura è positiva, e la geometria è sferica. Il terzo e ultimo caso è quello in cui la densità è superiore al valore critico. La curvatura è negativa e la geometria è iperbolica, e nelle rappresentazioni grafiche è simile a una sella.

Le attuali osservazioni in definitiva portano a ipotizzare che il nostro è un universo piatto, anche se l'incertezza nelle misurazioni della densità di circa l'uno per cento indicano che potrebbe essere aperto, seppur per poco. Ciò significa che potrebbe essere apparentemente piatto, pur essendo in realtà curvo, con una raggio caratteristico su una scala estremamente ampia.

Liddle e Cortês ammettono che attualmente la loro teoria è fortemente speculativa: per verificarla si attendono i nuovi dati di Planck, che verranno pubblicati l'anno prossimo, e in prospettiva quelli della missione Euclid dell'ESA, il cui lancio è previsto per il 2020. 
Tratto da Le Scienze
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28 settembre 2013

iOS 7 e le 50 funzioni che potrebbero esserti sfuggite



Dal Control Center al Multitasking, ecco decine di trucchi e scorciatoie che potrebbero esserti molto utili. O anche no, ma fa fico saperle

Alcune funzioni te le abbiamo raccontate subito, per permetterti di orientarti al meglio con iOS 7: al diavolo la grafica, qui c'è da imparare a usare al meglio il nuovo sistema operativo, per sfruttarne tutte le possibilità. Dal nuovo Centro di Controllo alle novità della fotocamera, dalle cartelline che contengono pagine infinite al multitasking: ormai pensi di essere padrone delle novità, ma ci sono decine di scorciatoie e opzioni utili che possono migliorare di molto l'esperienza sul tuo iCoso aggiornato.

Alcune sono banali, altre potresti averle già scoperte da solo, altre ancora sono nascoste. Molto nascoste. Ci sono le opzioni utili a risparmiare batteria e poi ci sono quelle quasi sicuramente inutili, ma tanto vale saperle, anche solo per vantarsene mentre si confrontano gli iPhone. E di certo ce ne sono altre in giro che attendono solo di essere scovate. Iniziamo da qui: banalmente, da quelle che abbiamo trovato finora.

Vedi l'Articolo su Wired Italia
 
Vedi anche:

27 settembre 2013

Siria, indagine Onu su 3 attacchi con armi chimiche: ispezioni da martedì

Le ispezioni in Siria degli esperti internazionali in armi chimiche dovrebbero cominciare la prossima settimana, forse già da martedì. Emerge da indiscrezioni sulla bozza di un documento messo a punto dall'Opac, l'organizzazione per la proibizione delle armi chimiche. Gli ispettori delle Nazioni Unite indagheranno su sette episodi di attacchi con armi chimiche, di cui tre sarebbero stati perpetrati dopo il 21 agosto, ovvero dopo la strage di Ghouta. Lo riferisce un comunicato delle Nazioni Unite da Damasco.

Accordo all'Onu dei Cinque Grandi: non è previsto l'uso della forza. Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu prevede di votare a livello ministeriale la risoluzione sul disarmo chimico della Siria nella notte tra venerdì e sabato a New York. Il voto è in calendario alle 2 di notte italiane. La bozza di risoluzione di Russia e Usa, arrivata sul tavolo del Consiglio di Sicurezza, non è sotto l'ombrello del 'capitolo 7', che prevede l'uso della forza. Il documento prevede, solo in caso di inadempienza con i dettami della risoluzione, incluso l'uso di armi chimiche, il riferimento a misure di cui al 'capitolo 7'. Ovvero ci dovrà essere una nuova risoluzione. 'Due settimane fa questo accordo sembrava impensabilè, ha commentato l'ambasciatrice americana Samantha Power.

Il testo «decide, in caso di inadempienza con questa risoluzione, incluso il non autorizzato trasferimento o uso di armi chimiche, da parte di chiunque in Siria, di imporre misure sotto il capitolo sette della carta delle Nazioni Unite», attraverso una eventuale successive risoluzione. Il progetto di risoluzione, che si articola in 22 paragrafi, «condanna nei termini più forti» qualsiasi uso di armi chimiche in Siria, e in particolare l'attacco del 21 agosto scorso. «L'uso di armi chimiche - si legge - costituisce una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale».

Il documento decide quindi che la Repubblica araba siriana non può usare, produrre, acquistare o trasferire alcun tipo di arma chimica e sottolinea che questo vale per tutte le parti nel Paese mediorientale. Riafferma altresì che gli Stati membri dell'Onu si devono astenere dal fornire qualsiasi sostegno a chi tenti di produrre o trasferire tali armi. Tra i punti cardine del testo, si sostiene la decisione dell'Opac del 20 settembre 2013 che contiene le procedure sul disarmo chimico, si decide che la Repubblica araba siriana deve rispettare tale decisione, e cooperare pienamente con l'organizzazione dell'Aja.

Il rispetto dei dettami dell'Opac e del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, verrà verificato su «base regolare» dopo i primi 30 giorni dall'adozione della risoluzione e quindi ogni 30 giorni. Inoltre, si esprime la «forte convinzione che gli autori dell'uso di armi chimiche in Siria debbano essere ritenuti responsabili di tali azioni». Infine si richiede l'organizzazione, «il più presto possibile», di una convenzione internazionale che attui quanto deciso a Ginevra 1.

Tratto da Il Messaggero
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L'IPCC conferma: stiamo cambiando il clima del pianeta

Test genetici: cosa dice di me il Dna?

Se ne parla stasera, in occasione della Notte dei Ricercatori, al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano. Abbiamo incontrato due genetisti tra i protagonisti della serata: Francesca Faravelli dell'Ospedale Galliera di Genova, e Giuseppe Testa dello Ieo di Milano, ricercatori Telethon
Simone Valesini
Test genetici: cosa dice di me il Dna? Di test genetici si sente parlare ovunque: da quelli che i medici effettuano ormai di routine, come gli esami del sangue, per escludere o accertare malattie, a quelli venduti online anche per decidere quale dieta seguire. Fino a quelli che stabiliscono la probabilità di sviluppare un tumore nel corso della vita. Basta un numero per comprendere il fenomeno: i dati appena diffusi dalla Società italiana di genetica umana parlano di 580 mila test e 100 mila consulenze effettuati in Italia nel 2011. Ma cosa dicono realmente di noi, questi test? Siamo pronti a gestire queste informazioni? Se ne parla questa sera al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, in occasione della Notte dei Ricercatori 2013. In un’anticipazione per Salute Seno, abbiamo incontrato due protagonisti della serata: Francesca Faravelli, Direttrice di Genetica medica dell’Ospedale Galliera di Genova e Giuseppe Testa, Direttore del Laboratorio di Epigenetica delle Cellule Staminali dell’Ifom-Ieo di Milano, entrambi ricercatori Telethon. Ad oggi, grazie ai finanziamenti alla ricerca della Fondazione, sono stati scoperti oltre 80 geni legati a malattie e che, in molti casi, hanno permesso di sviluppare un test diagnostico specifico.
Dottoressa Faravelli, cosa sono in grado di dirci, oggi, i test genetici?
“In questi ultimi tempi la genetica ha visto degli avanzamenti eccezionali, che hanno anche portato a nuove terapie, impensabili solo un decennio fa. Conoscere nel dettaglio i geni ci ha permesso, per esempio, di comprendere nel dettaglio i meccanismi che portano allo sviluppo di certe malattie e, di conseguenza, di trattare con farmaci utilizzati in altri settori anche malattie rare su base genetica con beneficio. Come a volte accade quando gli avanzamenti sono così rapidi, però, le gambe corrono avanti mentre la testa rischia di restare indietro, e si creano falsi miti. Come clinico, incontro ogni giorno persone che hanno delle aspettative troppo alte e non realistiche sulle potenzialità dei test genetici”.
Vuol dire che i test non sono affidabili?
“Prima di tutto i test non sono tutti uguali, e vi sono esami entrati ormai nella pratica clinica su cui non vi è accordo circa la precisione. Ce ne sono di molto affidabili, certo, e oggi possiamo identificare facilmente singole mutazioni legate a molte malattie. Ma il punto è un altro: la mutazione non si traduce quasi mai in una sentenza definitiva. Il più delle volte il risultato non è sì o no seguiti da un punto, ma si o no seguiti da una virgola, un però e puntini di sospensione. E in molti altri casi la risposta è un forse, come accade per le mutazioni che predispongo allo sviluppo di un tumore”.
Nel famoso caso della mutazione Brca1 di Angelina Jolie si è parlato di un 87% di rischio. Che significato ha questo numero?
“Noi genetisti facciamo un grande uso di percentuali: è il modo in cui la scienza comunica l’incertezza. Ma spesso ci dimentichiamo che uno stesso numero può avere un significato completamente diverso a seconda di chi si trova dall’altra parte. Ci sono casi in cui lo 0,1% di probabilità in più di sviluppare una malattia può essere insostenibile. Per esempio se la persona coinvolta ha una storia familiare drammatica, e non spetta a noi medici giudicare le scelte dei pazienti. Questo non vuol dire che quel numero non abbia un senso: sulla base di queste percentuali si giustificano esami che magari comportano a loro volta dei rischi, o che hanno dei costi molto elevati. L’importante è tenere presente che si tratta sempre di un’informazione parziale. Soprattutto quando dobbiamo comunicarla ai pazienti”.
Dottor Testa, cosa vuol dire ordinare un test genetico su Internet?
“Fino a pochi anni fa si accedeva a questi test in situazioni molto controllate, ma il rapido sviluppo delle tecnologie, con il relativo abbassamento dei costi, ha avuto due effetti: da un lato ha fatto crescere la nostra competenza nell’associare varianti genetiche al rischio di malattie, dall’altro ha portato alla nascita di aziende che propongono questi test direttamente ai cittadini, attraverso canali molto diversi da quelli classici”.
Questo cosa comporta?
“Non c’è più il medico a fare da intermediario. Queste aziende non si rivolgono ai pazienti o ai loro parenti, ma a consumatori di test genetici, che non devono far altro che inviare un campione della loro saliva. Grazie a una grande risposta da parte dei cittadini, queste company stanno creando grandi banche dati di informazioni genetiche, che utilizzano per produrre conoscenza scientifica, un’attività che fino a poco tempo fa era riservata a università, centri di ricerca e ospedali. Questo ha delle grandi potenzialità, ma comporta anche dei rischi”.
Per esempio?
“Basti pensare che oggi è possibile ottenere il Dna di un nascituro dal semplice prelievo del sangue della madre: da quel campione possiamo isolare e sequenziare le pochissime cellule del feto presenti. Questo significa che abbiamo improvvisamente un facile accesso a una quantità di informazioni enorme su chi deve ancora venire al mondo. Molte di queste informazioni, però, non sappiamo interpretarle: cominciamo a capire molte cose del codice genetico, ma sono di gran lunga di più quelle che non conosciamo. È una promessa di conoscenza, di cui non comprendiamo ancora le implicazioni”.
Cosa succederà nei prossimi anni?
“Sicuramente questi trend proseguiranno. E la domanda cui dovremo rispondere è: come ci poniamo noi in questo nuovo assetto in cui i cittadini, senza l’intermediazione dei medici, hanno sempre più responsabilità?”

Tratto da la.repubblica.it
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Un rospo con le ali? Non proprio...

Quest'immagine più unica che rara rappresenta un rospo delle canne con in bocca la sua preda: un pipistrello intero

curiosita,anfibi,mammiferi,peru

A prima vista può sembrare la Lady Gaga degli anfibi, in realtà si tratta di un rospo delle canne immortalato mentre ha appena messo in bocca un pipistrello tutto intero.

La foto è stata scattata dalla guardia forestale Yufani Olaya del Parco nazionale dei Cerros de Amotape, in Perù; Yufani l'ha poi inviata al biologo Phil Torres del centro di ricerca Tambopata, il quale l'ha pubblicata sul suo blog.

Secondo Torres, si tratta di un avvistamento più unico che raro. Il rospo delle canne (Bufo marinus) è un animale originario dell'America del Sud e può arrivare a pesare anche 2 chili; si tratta di un predatore "notoriamente opportunista" che ha seminato disastri nei luoghi in cui è stato importato, come l'Australia.

Ciononostante, neppure Torres è riuscito a farsi un'idea di come un anfibio, seppur aggressivo come il rospo delle canne, sia riuscito ad agguantare un agile pipistrello, e quindi ha cercato di aver maggiori dettagli da Olaya.

Olaya
ha riferito a Torres che ”il pipistrello è spuntato dal nulla e si è infilato tra le fauci del rospo, che sembrava quasi  starsene seduto a bocca aperta”.

Ma alla fine, il rospo è riuscito a infilarsi in bocca le ali e a mangiarsi l'incauto mammifero volante? No, racconta Olaya, secondo il quale alla fine il rospo si è arreso e ha lasciato andare il pipistrello; questo, anche se un po' acciaccato, si è ripreso ed è volato via. "Di sicuro, non commetterà di nuovo lo stesso errore", ha commentato Torres.

Apple ha rilasciato il nuovo iOS 7.02

Disponibile l’update a iOS 7.02 per iPhone, iPad e iPod touch). L’aggiornamento corregge errori che potevano consentire l’elusione dell’inserimento del codice del blocco schermo.


Ios702
Apple ha rilasciato un update che porta iOS alla release 7.02.  L’update (per iPhone, iPad e iPod touch), fa sapere Apple, corregge “errori che potevano consentire l’elusione dell’inserimento del codice del blocco schermo”. L’aggiornamento, inoltre, reintroduce un’opzione della tastiera greca per l’inserimento del codice.L’update sostanzialmente corregge l’errore che permetteva seguendo una particolare procedura di eludere la schermata di blocco, effettuare chiamate e accedere a dati privati. Come sempre è possibile aggiornare i dispositivi “over the air” selezionando da “Impostazioni” la voce “Generali” e da qui “Aggiornamento software”.

Tratto da Macitynet
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Samsung Galaxy Note 3 ha un blocco sulle SIM estere

Blocco SIM Note 3 
Il motivo ci è sconosciuto e, anche a intuito, non ne abbiamo trovato uno che possa spiegare in modo convincente il motivo di questa scelta da parte di Samsung. Il modello europeo di Galaxy Note 3 (italiano compreso quindi) non potrà utilizzare nessuna SIM se non appartenente all’Unione europea o uno fra i seguenti stati: Svizzera, Albania, Bosnia ed Erzegovina, Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Monaco, Montenegro, San Marino, Serbia e Città del Vaticano.
Non ci saranno problemi se dovreste viaggiare all’estero (per esempio Asia o USA) con il vostro Note 3, ma non potrete però inserire al suo interno una SIM di un operatore autoctono.
Come abbiamo detto nell’introduzione non riusciamo a cogliere il motivo, ma possiamo presupporre per esempio la volontà di differenziare i vari modelli di Note 3 (che hanno anche hardware diverso) in modo netto fra i diversi mercati. Se avete però un’idea più convincente di questa vi invitiamo a segnalarcela nei commenti. Abbiamo contattato Samsung in merito e siamo in attesa di una risposta.

Samsung Galaxy Note 3


Processore: 2.30 GHz quad core
RAM: 3.00 GB
ROM: 32.00 GB
Pixel display: 1080x1920
Diagonale display: 5,7"
Fotocamera principale: 13 Mpix
Fotocamera sec.: 2 Mpix
Versione Android: 4.3
Data di uscita: 2013-09-25
Prezzo: n.d.
Tratto da androidworld
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Samsung Galaxy Trend 3 dual SIM svelato ufficialmente

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Samsung ha svelato ufficialmente un nuovo smartphone Android dual SIM della famiglia Galaxy, il Trend 3, diretto successore del Galaxy Trend 2 rilasciato ad Aprile.
Diversamente dal modello precedente, con un display da 4 pollici ed Android 4.1 installato, il nuovo Galaxy Trend 3 integrerà Android 4.2 ed un display da 4,3 pollici con risoluzione 480 x 800 pixel; oltre a questo è già stato reso noto che il processore sarà un dual-core da 1,2 GHz, avrà il supporto microSD ed una batteria da 1.800 mAh.
Pare che al momento il Galaxy Trend 3 sia disponibile solo in Cina con la sola variante di colore bianco. Il sito ufficiale di Samsung Cina mostra quattro modelli dello stesso smartphone (G3502U – unlocked, G3502 – per China Unicom, G3508 – per China Mobile, e G3509 – per China Telecom) ma dal punto di vista estetico ed hardware non differiscono in nulla.
Non è chiaro se lo smartphone in questione sarà disponibile anche negli altri mercati, come del resto è stato per il predecessore disponibile al momento solo in Cina ed India. Vi terremo aggiornati su eventuali sviluppi.

Tratto da androidworld
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26 settembre 2013

Anche Galaxy S4 si veste d’oro

Galaxy S4 oro
Apple come sempre lancia nuove mode, HTC (forse) rincorre, e Samsung si adegua. Ecco quindi a voi il nuovo Galaxy S4 Gold Edition, disponibile nelle varianti Gold Pink (per lei) o Gold Brown (per lui), che l’azienda coreana ha mostrato sui propri siti social negli Emirati Arabi (Facebook, Twitter).
Difficilmente li immaginiamo diffusi su scala globale, anche perché non ne conosciamo il prezzo esatto, ma in un mondo fatto di apparenza e status simbol, l’importante per Samsung è poter affermare di non essere da meno di nessuno. E chi siamo noi per negare a lei e agli arabi facoltosi questo diritto.

Tratto da androidworld
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iOS 7: Ecco le 18 funzioni che potrebbero esserti sfuggite

iOS7 è disponibile da un paio di giorni ed una buona parte di voi l’avrà sicuramente installata sul proprio dispositivo Apple. Ma siete proprio sicuri di conoscere tutte le funzionalità di questo nuovo sistema operativo?
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1. Usiamo Safari per vedere i link di Twitter. Se vogliamo vedere rapidamente tutti i tweet della tua timeline con URL, ci basterà aprire Safari, cliccare sul tasto Segnalibri e selezionare la scheda “@”. E magicamente compariranno i link dei cinguettii di tutti i nostri followers in ordine cronologico.
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2. L’effetto Parallasse. L’effetto Parallasse simula un effetto 3D con il movimento delle icone sulla Home o degli elementi sulla Lockscreen. Possiamo attivarlo o disattivarlo da Impostazioni > Generali > Accessibilità > Riduci Velocità. Disattivandolo, sarà possibile estendere la superficie di sfondo da impostare.
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3. Abilitare/Disabilitare il Motion Control. Questa funzionalità è disponibile in Impostazioni > Generali > Accessibilità > Controllo interruttori e ci consente di lanciare Siri o di attivare il tasto Home semplicemente inclinando la testa. Spostando la testa a sinistra, potremmo invece accedere al Centro Notifiche.
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4. Dimensione del testo.  Da Impostazioni > Generali > Dimensione testo è possibile selezionare la dimensione dei caratteri da visualizzare nelle App. Invece, da Impostazioni > Generali > Accessibilità è anche possibile attivare il testo in grassetto.
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5. Posizioni Frequenti. L’opzione “Posizioni frequenti”, che si trova in Impostazioni > Privacy > Localizzazione > Posti Frequenti > Servizi di sistema, consente di memorizzare i luoghi più visitati dall’App Mappe.
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6. Blocco contatti. Da Impostazioni > Messaggi > Bloccati possiamo inserire il contatto o il numero della persona della quale non vorremo più ricevere telefonate, messaggi, chiamate FaceTime.
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7. Visualizza l’orario dei messaggi. Spostando la nuvoletta del messaggio verso sinistra, potremmo visualizzare l’orario di ricezione o di invio dello stesso.
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8. Siri per accedere alle Impostazioni delle app e ai Toggle. Grazie a Siri possiamo accedere alle Impostazioni (Accedere ai contatti, inviare messaggi, ecc…) e attivare/disattivare i toggle (Bluetooth, Wi-fi, ecc…)
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9. Utilizza lo “Swipe Gesture”. Posizionando il dito in alto a sinistra ed effettuando uno slide verso destra possiamo alla schermata precedente. Questa funzionalità in iOS 7 funziona perfettamente per quanto riguarda le impostazioni, mail, contatti e molto altro ancora.
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10. Foto “1:1″. Aprendo la fotocamere e spostando il cursore giallo alla voce “1:1″, avremmo la possibilità di scattare foto “quadrate”.
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11. Aggiornare i contenuti delle app in background. Questa funzionalità consente alle App di usare i servizi di localizzazione o di aggiornare i propri contenuti in background quando si è connessi ad una rete Wi-Fi o cellulare. E’ possibile attivare/disattivare tale opzione in Impostazioni > Generali > Aggiornamento app in background.
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12. Bussola/Bolla. Anche la bussola è stata ridisegnata in iOS 7, ma la novità più importante si trova nella schermata a destra dove troviamo una livella che, sfruttando l’accellerometro, controlla l’inclinazione di qualsiasi superficie piana. Se l’inclinazione è perfettamente lineare metà schermata si colorerà di verde.
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13. Siri e Twitter. Grazie a Siri ora possiamo leggere i tweet di ogni nostro amico e tenerci informati sulle news.
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14.  Attiva/disattiva il Centro di Controllo dalla Lock Screen. Tale funzione è disponibile in Impostazioni > Centro di controllo e da lì scegliere se attivare o disattivare l’accesso al Centro di Controllo da “blocco schermo”.
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15. Gestisci gli update automatici delle app. Nelle Impostazioni > iTunes e App Store puoi decidere di attivare o disattivare gli update automatici dall’apposita voce “Aggiornamenti”.
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16. Cartelle infinite. In iOS 7 ogni cartella può contenere un’infinità di icone, come dei veri e propri “buchi neri”.
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17 .Visualizza i file ricevuti in un unico posto. Questa funzionalità ci consente di visualizzare le foto ed i video che abbiamo ricevuto tramite messaggi in un unico posto; infatti basterà aprire l’ultima immagine o video ricevuto e cliccare sull’icona in basso a destra per aprire l’elenco di tutti gli altri file ricevuti.
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18. Sfondi dinamici. In Impostazioni > Sfondi e luminosità è possibile scegliere anche i nuovi sfondi dinamici introdotti con iOS 7.
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18+.. Aggiungiamo di seguito altre funzioni di cui vi parlammo nelle varie beta ma che ci ha ricordato un nostro utente nei commenti dell’articolo:
19. Dizionario Italiano. Selezionando una parola in qualsiasi applicazione (Safari, Note, ecc.) tra i vari menù, compare la voce “Definisci”. Se cliccata, dirà che non è stata trovata nessuna definizione. Andando su Gestisci, potremo scaricare il Dizionario in Italiano ed una volta ultimato il download, tornando sulla stessa parola (o qualsiasi altra) e selezionando Definisci, ci verrà mostrato il significato.
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20. Qualità Avanzata della Voce di Siri: In iOS 7 beta la voce di Siri era davvero bella e fluida, poco robotica. Con la versione finale di iOS 7 invece, è tornata la voce robotica di sempre ma per fortuna è possibile scaricare ed abilitare la nuova voce in questo modo: Impostazioni > Generali > Accessibilità > Pronuncia Selezione > Voci > Italiano > ed attivate la Qualità Avanzata. Se è già attiva, disattivatela ed attivatela nuovamente e vedrete partire l’effettivo download della Voce, che avrà effetto anche su Siri.
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21. Sfondi a schermo intero. L’effetto Parallasse sugli sfondi, impedisce agli utenti di muovere e scegliere la dimensione (o meglio il livello di zoom) dell’immagine. Disattivando questo effetto (vedi punto 2), avremo il pieno controllo degli sfondi, come avveniva su iOS 6.
22. Orario analogico/digitale. All’interno dell’applicazione Orologio, sulla scheda Ore locali, con un semplice tap sopra il simbolo dell’orologio si può cambiare dalla grafica analogica a quella digitale.
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23. Aumentare il raggio d’azione dei Promemoria. Sull’app Promemoria possiamo determinare il raggio d’azione entro il quale ricevere l’avviso da noi creato. Per fare un esempio pratico, se prima potevamo impostare un promemoria solo quando raggiungevamo il punto esatto da noi selezionato, ora potremo ricevere l’avviso del Promemoria appena entreremo nella zona preselezionata.
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24. Countdown in Lockscreen. Come già accadeva con Mappe su iOS 6, ora anche il countdown (dalla scheda Timer) avviato tramite l’app Orologio comparirà nella schermata di blocco, precisamente sotto l’ora.
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25. MB consumati in Facetime. Dopo una chiamata effettuata con Facetime, sulla scheda Recenti, cliccando sulla (i) relativa alla chiamata effettuata, ci verranno segnalati i MB consumati.
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Tratto da iSpazio
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Vedi anche:

Street view arriva al Cern

Grazie!

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