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27 settembre 2013

Siria, indagine Onu su 3 attacchi con armi chimiche: ispezioni da martedì

Le ispezioni in Siria degli esperti internazionali in armi chimiche dovrebbero cominciare la prossima settimana, forse già da martedì. Emerge da indiscrezioni sulla bozza di un documento messo a punto dall'Opac, l'organizzazione per la proibizione delle armi chimiche. Gli ispettori delle Nazioni Unite indagheranno su sette episodi di attacchi con armi chimiche, di cui tre sarebbero stati perpetrati dopo il 21 agosto, ovvero dopo la strage di Ghouta. Lo riferisce un comunicato delle Nazioni Unite da Damasco.

Accordo all'Onu dei Cinque Grandi: non è previsto l'uso della forza. Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu prevede di votare a livello ministeriale la risoluzione sul disarmo chimico della Siria nella notte tra venerdì e sabato a New York. Il voto è in calendario alle 2 di notte italiane. La bozza di risoluzione di Russia e Usa, arrivata sul tavolo del Consiglio di Sicurezza, non è sotto l'ombrello del 'capitolo 7', che prevede l'uso della forza. Il documento prevede, solo in caso di inadempienza con i dettami della risoluzione, incluso l'uso di armi chimiche, il riferimento a misure di cui al 'capitolo 7'. Ovvero ci dovrà essere una nuova risoluzione. 'Due settimane fa questo accordo sembrava impensabilè, ha commentato l'ambasciatrice americana Samantha Power.

Il testo «decide, in caso di inadempienza con questa risoluzione, incluso il non autorizzato trasferimento o uso di armi chimiche, da parte di chiunque in Siria, di imporre misure sotto il capitolo sette della carta delle Nazioni Unite», attraverso una eventuale successive risoluzione. Il progetto di risoluzione, che si articola in 22 paragrafi, «condanna nei termini più forti» qualsiasi uso di armi chimiche in Siria, e in particolare l'attacco del 21 agosto scorso. «L'uso di armi chimiche - si legge - costituisce una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale».

Il documento decide quindi che la Repubblica araba siriana non può usare, produrre, acquistare o trasferire alcun tipo di arma chimica e sottolinea che questo vale per tutte le parti nel Paese mediorientale. Riafferma altresì che gli Stati membri dell'Onu si devono astenere dal fornire qualsiasi sostegno a chi tenti di produrre o trasferire tali armi. Tra i punti cardine del testo, si sostiene la decisione dell'Opac del 20 settembre 2013 che contiene le procedure sul disarmo chimico, si decide che la Repubblica araba siriana deve rispettare tale decisione, e cooperare pienamente con l'organizzazione dell'Aja.

Il rispetto dei dettami dell'Opac e del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, verrà verificato su «base regolare» dopo i primi 30 giorni dall'adozione della risoluzione e quindi ogni 30 giorni. Inoltre, si esprime la «forte convinzione che gli autori dell'uso di armi chimiche in Siria debbano essere ritenuti responsabili di tali azioni». Infine si richiede l'organizzazione, «il più presto possibile», di una convenzione internazionale che attui quanto deciso a Ginevra 1.

Tratto da Il Messaggero
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