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19 settembre 2013

La sfida di Google alla morte

Questa settimana il Time ha deciso di rinunciare alle immagini e mettere in copertina una sola, grande, domanda “Can Google solve Death?”. L’uso del verbo “risolvere” anziché “sconfiggere” non è casuale visto che l’approccio di Larry Page (Ceo di Google) al “problema della morte” è di natura fondamentalmente matematica. Sarà proprio questa disciplina applicata ai Big Data la linfa vitale di Calico, la neonata compagnia che si occuperà di biotecnologie ed in particolare di studiare le malattie connesse all’invecchiamento. Calico, acronimo di California Life Company, sarà un esperimento interessante non solo per gli obiettivi che si propone di raggiungere ma anche per il suo management ibrido. A guidarla è stato chiamato Arthur D. Levinson, che è anche Ceo di Genentech e presidente di Apple. A sorpresa proprio Tim Cook, che ha preso il posto di Steve Jobs alla guida della società di Cupertino compare come sostenitore del progetto nel comunicato stampa di lancio della società. Una novità visto che, come é noto, Apple e Google competono aspramente in tanti campi, dal software ai dispositivi hardware. Larry Page ritiene che i problemi e le malattie legati all’invecchiamento possano essere affrontati con la giuste tecnologie, ma richiedono un pensiero e azione di lungo periodo. Ecco perché anzichè incubare il progetto all’interno di Google si è deciso di creare una società separata, più libera di esplorare strade inusuali, svincolata dell’incubo dei profitti di breve periodo. Questa attitudine ad intraprendere missioni di ampio respiro e spesso futuribili è un tratto caratterizzante della strategia dei fondatori Page e Brin. Basti pensare a Google Books Library e Google Art Project ossia la digitalizzazione massiva dei libri o delle opere d’arte, fino a Google Glass e Google Driveless Car, gli occhiali intelligenti e la macchina che non ha bisogno di guidatore. Ma fino ad oggi  l’interesse del gigante dei motori di ricerca verso la salute era stato prudente. Aveva testato un servizo chiamato Google Health per la raccolta delle informazioni sulla salute dei suoi utenti e investito in 23andMe, una startup molto interessante co-fondata dalla moglie di Brin, Anne Wojcicki. Al modico prezzo di 99 dollari quest’azienda permette a chiunque di analizzare il proprio DNA per rintracciare la propria predisposizione alle malattie genetiche. Inoltre l’analisi di enormi quantità di dati applicata alla salute era stata anche utilizzata per individuare in anticipo, rispetto ai bollettini ufficiali del servizio sanitario nazionale, l’insorgenza di allergie e influnze sulla base di miliardi di ricerche in rete (Google Flu Trends). Dunque non è utopistico sperare che l’analisi dei Big Data applicata alla salute, possa un giorno aiutare le persone ad affrontare meglio anche l’ultima stagione della propria esistenza.
Tratto da: Europa (quotidiano).

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